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Antiquarium Malatestiano Oggi il castello è oggetto di un piano di recupero e restauro che ha già condotto notevoli miglioramenti. Fra i materiali esposti si segnalano numerose ceramiche databili a partire dal trecento fino al Seicento, vetri quattrocenteschi, armi metalliche, monete. Tutti elementi che ci aiutano a conoscere meglio quella che era la vita all’interno del castello. Orario: lunedì 9.00 - 12.30; sabato 9.00 - 12.30; 15.30 - 19.30.
Chiesa di S.Giovanni Evangelista chiamata Sant'Agostino Innalzata intorno alla metà del XIII secolo conserva dell’originaria architettura gotica, i fianchi, l’abside e lo svettante campanile; il rifacimento dell’interno si deve a Ferdinando Bibiena, che la progettò nel 1720 circa. Il Giudizio Universale, un potente affresco distaccato da questa chiesa, opera di un pittore riminese del XIV secolo detto il “Maestro dell’Arengo” si trovava nell’ampia sala dove si riuniva il Consiglio generale, Sala dell’Arengo, poi trasferito al Museo della Città in via Tonini. Gli altri affreschi del ciclo – fondamentale impresa pittorica della scuola riminese del Trecento – sono visibili nella parte bassa del campanile e nell’abside di questa chiesa: quelli del campanile, che narrano la “Vita della Vergine” sono attribuiti dal Longhi a Giovanni da Rimini; quelli dell’abside sono riferibili al “maestro dell’Arengo” e ad un terzo non meno importante artista.
Arco D'Augusto L'Arco, eretto nel 27 a.C. quale porta onoraria, celebra Ottaviano Augusto, come dichiara l'iscrizione. Inserito nella più antica cinta muraria in pietra, di cui sono ancora visibili i resti, oggi si presenta isolato per la demolizione, negli anni '30, dei corpi adiacenti. La costruzione, sormontata in origine da un attico con una statua dell'imperatore, è esaltata da un ricco apparato decorativo carico di significati religiosi e politici: le divinità nei clipei (Giove e Apollo, Nettuno e Roma) richiamano la grandezza di Roma e di Augusto.
Il Tempio Malatestiano Il Tempio sorge ove era, dal XIII secolo, la Chiesa di S. Francesco decorata da Giotto, di cui non resta che il Crocifisso ligneo. Concepito da Sigismondo Pandolfo Malatesta come un'arca a memoria della Famiglia, venne iniziato nel 1447 e rimase incompiuto alla sua morte. A Leon Battista Alberti si deve il progetto, a Matteo dei Pasti e Agostino di Duccio la decorazione a bassorilievo delle cappelle da cui emerge la personalità dominante del committente, celebrata anche da Piero della Francesca nell'affresco con il principe e San Sigismondo. Il restauro, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e completato in occasione del Giubileo, ha restituito al Tempio, recentemente consacrato Basilica, l'antico splendore dei marmi e la vivacità dei colori delle cappelle interne.
Castel Sigismondo o Rocca Malatestiana I lavori per la residenza-fortezza di Sigismondo Malatesta iniziano nel 1437 per durare circa 15 anni. Il castello, di cui non resta che il nucleo centrale, è effigiato nelle medaglie malatestiane e nell'affresco di Piero della Francesca nel Tempio, ove appare con torri e mura, ampio fossato, possente mastio. Nell'iscrizione all'ingresso Sigismondo rivendica a sé la costruzione ex fundamentis, benché inglobasse più antiche strutture. Dal XVII secolo fortezza pontificia e poi carcere fino al 1967, è oggi prestigiosa sede di eventi culturali.
La Fontana della Pigna Fulcro della medievale piazza Cavour è la fontana, che figura nel ritratto della città nel Tempio malatestiano. Al suo passaggio a Rimini, nel 1502, Leonardo da Vinci, si incantò all'armonia delle diverse cadute d'acqua. Giovanni Carrari da Bergamo la ristrutturò, dopo i danni causati nel 1540 dai fuochi artificiali collocati nella vasca per festeggiare un alto prelato, e la riportò alle forme attuali, rispettose dell'impianto antico. A coronamento è posta la statua di San Paolo, sostituita nell'Ottocento dalla Pigna che dà il nome al monumento.
Ponte di Tiberio Il ponte sul Marecchia, l'antico Ariminus, iniziato da Augusto nel 14 e completato da Tiberio nel 21 d.C., come ricorda l'iscrizione sui parapetti interni, collega tuttora la città al suburbio - il borgo San Giuliano - aprendosi nelle vie consolari dirette al Nord, l'Emilia e la Popilia. In pietra d'Istria, si sviluppa in cinque arcate che poggiano su massicci piloni con speroni frangiflutti, impostati obliquamente rispetto all'asse del ponte per assecondare la corrente, mentre la struttura poggia su un funzionale sistema di pali di legno.
L'Anfiteatro Costituisce con l'arco d'Augusto e il ponte di Tiberio il terzo fra i grandi monumenti romani presenti in città Rimini. Sorge all'angolo est-nord-est della vecchia città romana. Eretto probabilmente nel II sec. d.C., oggi non rimangono che poche vestigia di quello che fu uno dei maggiori anfiteatri dell'Emilia romana. Aveva forma ellittica, ed una struttura muraria risultante da quattro anelli ellittici concentrici, di cui lo spessore complessivo raggiungeva i mt. 21,80. Si componeva di 60 fornici (si calcola che potesse contenere da dieci a dodicimila persone senza contare gli spettatori che prendevano posto sulle balconate lignee accessorie). Nel III secolo fu incluso nel perimetro delle nuove mura della città; saccheggiato e smantellato durante le invasioni barbariche, i danni più gravi sono stati causati dall'ultimo conflitto mondiale. Oggi sono riconoscibili soltanto alcune parti del grandioso edificio (i muri dell'arena, uno degli ingressi principali e qualche accesso alle balconate) rimane comunque l'unico teatro superstite in Emilia Romagna. Orari ogni giovedì di luglio e agosto, con appuntamento alle ore 10.00 al Museo della Città. Biglietto: euro 2,50).
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