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La gastronomia romanesca è di origine popolare, contadina ed è influenzata dalla cucina tipica del Lazio, nonché da quella delle vicine regioni Umbria e Abruzzo.
Qui di seguito alcuni dei più famosi piatti tipici.
Bucatini alla amatriciana La matriciana, la ricetta del sugo con il pomodoro e la cipolla deriverebbe dai "matari", gli otri dove i romani conservavano i pomodori, e dal "matricale", una pianta aromatica dell'agro pontino. Questa ricetta quindi simboleggia la tipicità della cucina romana, a partire dai prodotti e dalle tradizioni della sua gente. La versione in bianco e senza cipolla deriverebbe invece da una ricetta abruzzese, che ha origine nella cittadina di Amatrice.
Tonnarelli cacio e pepe La ricetta arriva dalla tradizione popolare, sempre basata su accostamenti elementari ma di gran gusto. Ed i tonnarelli con la loro consistenza importante, ne esaltano il gusto.
Spaghetti alla Carbonara E’ un piatto immancabile nel menu delle trattorie romane. Sull'origine di questa ricetta si dibatte molto. C'è chi la attribuisce ai carbonari umbri che l'avrebbero importata in Roma capitale nel diciannovesimo secolo, chi invece vuole che la paternità sia di Ippolito Cavalcanti, nobile napoletano. Gli spaghetti alla carbonara sarebbero nati dall'unione di forze e di idee tra i soldati americani giunti a Roma nel 1944 e i cuochi del posto. Il bacon e le uova in polvere delle razioni militari nelle abili mani, ma senza materia prima, di cuochi delle trattorie romane avrebbero fatto nascere questa delizia cremosa per il palato.
Abbacchio alla romana. Una delle specialità preferite dai romani . La ricetta deriva dalla più profonda e popolare tradizione agreste della città. Il termine Abbacchio indica il tipo di carne con cui si prepara, carne rosa pallido dell'agnello da latte che non ha ancora iniziato a brucare l'erba.
Coda alla Vaccinara, porchetta, tipica delle zone dei castelli e in particolare di Ariccia, trippa alla romana, coratella di abbacchio con i carciofi e saltimbocca alla romana. La ricetta dei saltimbocca alla romana è facile e veloce da realizzare e abbina ingredienti semplici della cucina italiana. Si tratta, in ogni caso, di un piatto ormai conosciutissimo in tutto il mondo, forse il piatto italiano più noto dopo gli spaghetti all'estero. E' sinonimo della cucina romana a tutti gli effetti.
I Carciofi romaneschi Senza spine, molto grossi, forma sferica.... quasi rotondi, i carciofi romaneschi sono il simbolo del Lazio vegetale. "Il Carciofo Romanesco IGP ha forma sferica, compatta, con foro all'apice, colore da verde a violetto, diametro non inferiore a centimetri dieci e viene coltivato e raccolto, da gennaio fino a maggio, in alcuni comuni delle province di Viterbo, Roma e Latina". Si cucina alla romana o alla giudia. Un consiglio per chi gradisse cimentarsi nella cottura in casa del carciofo alla giudia: è opportuno scegliere sempre un buon olio d'oliva e non affidarsi agli oli di semi, soprattutto quelli di semi vari. L'olio d'oliva, infatti, regge molto meglio alle alte temperature, rende i piatti più gustosi e più digeribili. In tema di fritti famosi, da ricordare il fritto romano vegetale, o con la variante baccalà, animelle e cervello.
Concludendo con i dolci, i maritozzi sono i tipici dolcetti romani, confezionati dai fornai con il lievito di birra e cotti nei forni in muratura... Devono il loro nome al fatto che venivano regalati dai ragazzi alle proprie fidanzate e potevano essere usati per nascondervi piccole sorprese in oro. Altro dolce tipico è senza’altro la crostata con la ricotta.
Gli altri sapori regionali da provare sono: da Genzano il pane casareccio al quale l'Unione Europea ha riconosciuto il marchio di Denominazione di Origine Protetta. Per la sua tutela è nato un consorzio del Pane Casareccio di Genzano a garanzia del fatto che i panificatori osservino un disciplinare severo per ciò che riguarda le caratteristiche dei filoni e delle pagnotte, lo spessore della crosta, il colore bianco avorio della pasta interna, il profumo di cereale, il sapore sapido, l'umidità e il peso specifico e la cottura nei forni a legna. L'olio di Tivoli, con il suo profumo intenso - sa di oliva matura - e il suo sapore genuino e' ingrediente della cucina romana più' autentica
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